banner-campionato

 4 visitatori online

Facebook

IL REPORTAGE. B&B a Reggio: ottimi e in crisi. Programmare il rilancio

E-mail Stampa PDF

reggio5_thumb_medium450_337
di ANTONIO VIRDUCI - «Se ad un turista si risponde non lo so, praticamente lo si invita,

e nemmeno molto elegantemente, ad andarsene». Parole e musica di Steeve Parisi,

fondatore ed attuale presidente dell’associazione “BB-Reggio” e quelle due lettere

ripetute non stanno certo a significare un gruppo di nostalgici ammiratori della diva

di un tempo, la “bomba” Brigitte Bardot, ma più semplicemente e concretamente

rappresentano l’acronimo di Bed and Breakfast, espressione di origine inglese,

traducibile come letto e colazione, che indica una forma di alloggio turistico informale

e che un grande successo, almeno dal punto di vista dei numeri, ha avuto proprio

qui in riva allo Stretto.

I B&B in Italia sono regolati da leggi specifiche e tutte le regioni hanno legiferato

in tale materia. In Calabria la norma risale al 2006.


 

L’associazione “BB-Reggio”, invece, è nata nel 2007 e conta ad oggi 25 strutture

per un totale di circa 100 camere, tutte rigorosamente collocate nella zona del centro

storico, quella in pratica delimitata dalle due fiumare, l’Annunziata ed il Calopinace.

La collaborazione tra i titolari ha permesso di creare un network di ospitalità diffusa

nel cuore di Reggio a prezzi contenuti, ma con livelli di qualità elevati. La storia

personale di Parisi è emblematica del modo in cui degli individui, magari già

abbondantemente affermati dal punto di vista professionale ma lontani dalla

propria città di origine, ad un certo punto del proprio cammino di vita, sentano

irresistibile il richiamo delle radici. Nel caso specifico correva il 2007, ed a Reggio

Calabria si viveva in pieno l’euforia dell’idea di città turistica.

Notti bianche a go-go, mostre ad effetto con plastici di opere da realizzare

veramente fantasmagoriche, basti pensare al Waterfront con conferenza

stampa annessa in quel di Londra per incontrare l’archi-vip Zaha Hadid.

Insomma, scenari economici accecanti e lui, Parisi, presente (quello di allora)

costituito dalla carica di Operational Manager alla Bp Oil di Londra, decide di

mollare tutto ed investire il proprio capitale nella sua città di origine, Reggio Calabria.

Dapprima acquista e ristruttura un primo immobile, quindi un altro ancora, a

scorrere crea una rete di collaborazione con altri reggini che come lui ci avevano

creduto davvero, dando vita a questa associazione. «Per i primi anni siamo andati

avanti discretamente – afferma Parisi – soprattutto quando l’operazione

Reggio Passaporto per l’Europa portò qui in città migliaia di turisti. Negli ultimi

anni anche questa particolare e positiva operazione di marketing è andata a scemare,

con la diminuzione delle presenza causata soprattutto dalla diminuzione dei voli.

I primi segni di fine della crescita si sono visti già dall’estate scorsa. L’inizio del 2012,

invece, è stato proprio pessimo e le previsioni sono tutt’altro che positive. Tra l’altro

sul mercato vi sono molti più imprenditori rispetto a qualche anno fa, mentre la domanda

è costantemente diminuita». I Bed & Breakfast nel territorio cittadino sono oltre 100 e

considerando anche tutta la provincia arriviamo a circa 300 in totale. Un boom ovviamente

dettato soprattutto dalle agevolazioni che un po’ a pioggia per la verità, hanno attirato

anche semplici speculatori. Di questi 300 quelli operativi potranno essere i due terzi,

secondo Parisi. Certo è che la concentrazione di BB nel reggino rappresenta quasi un

caso nazionale. «Basta volgere lo sguardo alle altre città del nostra regione: a Catanzaro

ce saranno un paio, a Cosenza non molti di più».

La crisi economica ovviamente morde dappertutto, non solo a queste latitudini, ma un

problema tutto reggino a parere di Parisi c’è eccome: «Negli ultimissimi anni in città si è

registrato un notevole impoverimento della propria immagine turistica, sia in maniera diretta

che indiretta. Mi spiego meglio: da un lato si registra da tempo una assoluta mancanza di

promozione e di marketing, dall’altro tutto quello di buono che si era avviato, ha subìto un

deperimento rapido. Il Museo nazionale chiuso, la Pinacoteca inaugurata da Fini nel 2010

già chiusa per manutenzione, Villa Zerbi che funziona come le lucine dell’albero di Natale,

ovvero ad intermittenza, e poi la Via Marina abbandonata a se stessa per nove mesi all’anno,

con quei benedetti Gazebo ancora chiusi che costituiscono un pugno negli occhi.

Tutto ciò non risponde affatto ad una pianificazione strategica del turismo». Un bel problema

per tutti coloro che ci avevano creduto e soprattutto puntato: «E’ così, nel mezzo ci troviamo

noi e tutti coloro che nel tanto celebrato modello turistico ci hanno investito, tempo, risorse e

tutto il resto, nella speranza di essere all’inizio di un ciclo di sviluppo sano».

Parisi ed i suoi associati lamentano la mancanza di comunicazione con i responsabili del

settore, sindaco Arena in primis. «Lo abbiamo visto al tempo del suo insediamento al Comune,

nell’ambito di una breve quanto generico incontro preliminare con tutti noi dei BB. Nell’occasione

ci promise che ci avrebbe convocato nell’immediato futuro per affrontare i problemi concreti di

noi operatori ma la cosa non ha avuto seguito». Visto però che è inutile piangere sul latte versato

ecco le proposte immediate dell’associazione: «Chiariamo subito: non chiediamo soldi, bensì servizi

e programmazione da parte del Comune, in ogni caso quantomeno il buon senso dell’ente. Dove

non arriva il Comune con i propri mezzi, noi siamo disposti ad arrivarci e lo ribadisco, collaborando

assolutamente in forma gratuita. Qualcosa abbiamo già creato nel tempo con tre corner informativi

posti all’interno di altrettanti rinomati locali del centro. Niente di che, viste le ridotte dimensioni, ma

sempre meglio che avere degli info-point comunali chiusi sino a data da destinarsi per motivi a noi

ancora oscuri».

Piccoli segnali ma concreti e poi, l’appello disperato al dialogo: «Noi vorremmo discutere oggi

di quello che si farà l’estate prossima, e per estate non intendo indicare quella del 2012, perché

chi vive di turismo sa bene che in quel caso i giochi sono già fatti, ma perlomeno si cominci a

programmare la stagione estiva 2013».

Per chi vive di turismo puro buon senso.

Fonte: http://www.zoomsud.it/primopiano/28401-il-reportage-bab-a-reggio-e-bello-ma-anche-in-crisi-programmare-il-rilancio.html 

 

CERCA

Sondaggio

AIUTACI A SCEGLIERE LA PROSSIMA META!










 

CONTATTACI...




Follow ottimo on Twitter